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Artisti |
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| Loris Cecchini |
Loris Cecchini (Milano, 7 maggio 1969) ha iniziato la sua attività artistica modellando materie morbide e duttili: plastica, resina, gomma e cellulosa.
In seguito ha stampato fotografie su minuti e inusuali supporti, come la carta da chewing-gum e, senza rinnegare l'attitudine a modellare la materia, ha affrontato le molteplici ed inesplorate possibilità del computer, continuando la sua ricerca, mettendo in discussione il senso del reale in una prospettiva sospesa tra il naturale e l'artificiale, sia con immagini digitalizzate sia con installazioni realizzate con elementi scultorei.
L’artista dunque, crea veri e propri set fotografici con oggetti da modellismo che poi fotografa. I risultati sono opere fotografiche di grande formato, dove il progettista predilige un taglio che richiama lo schermo cinematografico o quello "widescreen" dei televisori dell'ultima generazione. Sia nelle fotografie che nelle sculture, la revisione di un’idea ampia di “modello”, passa per la rielaborazione di forme familiari del nostro quotidiano trasferite in una visione alterata che sfida la percezione dello spettatore. Tramite sottili elaborazioni in digitale, l’artista sovrappone brani di realtà a scenari fisici/virtuali ricostruiti tramite modelli in studio, creando situazioni diverse tra il plausibile ed il paradossale.
L’idea di modellizzazione e di paradosso la ritroviamo negli oggetti replicati in scala reale e riprodotti in gomma uretanica grigia: come fantasmi e ombre del loro referente reale, gli oggetti appaiono inermi, ripiegati su se stessi, ma allo stesso tempo assumono un carattere, una ironia, che li rende meno oggetti e più umani. |
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| Franco Fontana |
Franco Fontana (Modena, 9 dicembre 1933) comincia la sua attività di fotografo nel 1961. Nel 1963 espone alla Biennale Internazionale del Colore a Vienna e nei successivi 5 anni è presente con varie esposizioni sia sul territorio nazionale che europeo, ma è dal 1968, grazie all'esposizione proprio a Modena, che si ha una svolta nella sua ricerca fotografica. Fontana ha "reinventato" il colore come mezzo espressivo e non soltanto documentario, mediante un’inedita analisi, a volte provocatoria, del paesaggio naturale e di quello strutturato, nella ricerca di nuovi segni, strutture, superfici cromatiche corrispondenti alla sua fantasia creativa. Ciò gli ha consentito di suggerire spazi d’atmosfera metafisica, di un cosmo altrimenti sconosciuto e improbabile. Alberi, nuvole, persone, ombre appaiono come ritratti di fantasmi, all’interno di scenografie geometriche e intensamente colorate.
La complessa attività e il rilievo internazionale della produzione di Fontana possono essere compendiati in alcune cifre. Gli sono stati dedicati oltre 40 libri, pubblicati da editori italiani, francesi, tedeschi, svizzeri, spagnoli, americani e giapponesi; ha esposto in musei pubblici e gallerie private di tutto il mondo - oltre 400 sono le mostre personali e di gruppo che ha finora tenuto. Sue opere figurano in importanti collezioni pubbliche. Ha ottenuto importanti riconoscimenti e premi, in Italia e all'estero, ha collaborato con il Centre Georges Pompidou, e con i Ministeri della Cultura di Francia e del Giappone. E' direttore artistico del Toscana FotoFestival. Celebre per le sue foto a colori, nudi e paesaggi che tendono verso forme astratte, nel 2006 ha ricevuto la laurea honoris causa e in design dal Politecnico di Torino.creativa. |
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| Ugo Nespolo |
Ugo Nespolo (Mosso S. Maria, Vercelli, nel 1941) ha compiuto gli studi artistici a Torino, presso l'Accademia Albertina delle Belle Arti. Vive e lavora a Torino e New York.
I suoi esordi nel panorama artistico italiano risalgono agli Anni Sessanta, furono legati alla pop art, poi, attraverso il contatto con Pistoletto ed i futuri concettuali e poveristi (Paolini,Zorio,Anselmo e Mondino) Nespolo si dedicò ad una ricerca che andava in una direzione più concettuale. Questo non impedì tuttavia alla sua produzione di salvaguardare una caratteristica impronta ironica, un marcato senso del divertimento.
Il Philadelphia Museum of Modern Art, la Filmoteca Polska di Varsavia, la Galleria Civica d'Arte Moderna di Ferrara ed il Centre Pompidou gli hanno dedicato molte manifestazioni a carattere monografico. Con l'America, che negli Anni Sessanta gli suggeriva nuovi mezzi di espressione, Nespolo ha mantenuto un rapporto costante, tuttavia egli afferma di essersi sentito molto legato anche alle esperienze delle avanguardie europee ed in particolare al dadaismo.
Sperimenta con materiali e tecniche(come l'intarsio) inconsuete:legni pregiati,la madreperla,l'avorio, l'alabastro, l'argento, il cuoio, la porcellana dando vita a creazioni assolutamente personali.
Numerose le esperienze nel settore dell'arte applicata, come testimoniano i circa 50 manifesti realizzati per esposizioni ed avvenimenti vari tra cui ricordiamo:"Azzurra", il Salone Internazionale dell'Auto di Torino,la Federazione Nazionale della Vela....Ha realizzato diverse videosigle per la RAI, tra le quali quella per" Indietro tutta" di Renzo Arbore, scenografie,etc.
Nespolo è insomma un artista globale, quasi rinascimentale: una figura di artista completo che nel nostro secolo si è affermata piuttosto raramente. |
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| Maurizio Galimberti |
Maurizio Galimberti (Meda, Milano, 1956), artista ormai affermato nel panorama artistico italiano, privilegia la fotografia di ricerca attraverso il concetto del ritmo e movimento, vicino a futuristi e cubisti. Esordisce utilizzando una fotocamera Widelux e da circa dieci anni utilizza stabilmente Polaroid della quale diviene ideatore dello specifico movimento. Galimberti, che pure usa tecniche e macchine diverse, ha infatti legato il suo nome all’uso della pellicola a sviluppo istantaneo. A questo genere di fotografia l’artista ha dedicato molta attenzione, realizzando foto singole, manipolazioni in fase di sviluppo, transfer, ritratti e paesaggi a mosaico.
Nel 1992 ottiene il prestigioso “Gran Prix Kodak Pubblicità Italia”. Nel 1995 ha realizzato una mostra itinerante della serie “I Maestri” per KODAK ITALIA, dove esprime un altro dei suoi cardini di ricerca attraverso il frammento del vivere quotidiano caricato di emozione e sentimento. Ha realizzato immagini pubblicitarie e cover aziendali per: BELFE E BELFE, ROLEX, POLAROID, VARUK, FRATELLI POLLINI, SOLVAY, PERONI/APRILIA (campagna motomondiale 1997), VICINI, IPA, RADIO STATION ONE, CAMST, MARTINO MIDALI, PHILIPS, L’OREAL, FERRARI squadra corse formula 1. Per conto di CARTIER ha realizzato una performance in occasione della presentazione della nuova collezione di gioielli, alla stazione Leopolda di Firenze nell’ottobre 1999.
E’ “Visiting Professor” alla Domus Academy di Milano, all’Istituto Italiano di Fotografia di Milano e all’Istituto Europeo del Design di Torino, inoltre tiene numerosi stage creativi durante i più importanti workshop fotografici italiani. Ha esposto come unico autore fotografico alla mostra “La casa italiana”, curata da Domus Academy per Pitti Immagine alla Fortezza da Basso, Firenze, nel gennaio 1997. |
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| Andres Serrano |
Andres Serrano (New York, USA, 1950) ha sempre dato di sé un’immagine di artista maledetto e grande provocatore. In realtà, la sua opera appare complessa e ricca di sfumature. Genio ribelle per eccellenza, Serrano esprime la sua critica nella sottile dicotomia che sottende le sue immagini fotografiche, patinate e perfette, terrificanti e trasgressive, rifiutando le finzioni del mondo contemporaneo e illustrandone i turbamenti interiori e le manie.
Dai suoi esordi – agli inizi degli anni ottanta – fino ai giorni nostri, le fotografie di Andres Serrano non hanno mai smesso di rappresentare i temi più controversi e polemici del convulso mondo in cui viviamo. La religione, il fanatismo, la corporeità, la xenofobia, la malattia e la morte, sono stati oggetto della sua meticolosa attenzione. Ciò che sembra una forma di provocazione si manifesta come una vocazione: quella di trattare temi e problematiche che ci riguardano come esseri umani attraverso immagini che si distinguono, inoltre, per la loro bellezza. La bellezza è una componente essenziale del lavoro di Serrano. Attraverso essa, l’artista intensifica la tensione che seduce lo spettatore con il fascino proibito dei temi tabù.
L’efficacia delle sue immagini trova riscontro nei meccanismi della pubblicità: il ricorso ad una illuminazione dichiaratamente caravaggesca, i colori accesi, la precisione dei titoli, e, soprattutto, l’uso di un linguaggio breve, ma sempre eloquente. Muovendosi sulla sottile linea che separa il sacro e il profano, il morale e l’immorale, il lecito e l’illecito, l’opera di Serrano ha evitato i limiti del puro decorativismo. L’artista travalica i confini del permissibile – tanto nell’ambito personale quanto in quello sociale – per adescare e sorprendere gli spettatori, mettendoli a confronto con immagini che, come primo impulso, farebbero chiudere gli occhi se non fossero presentate in modo bello e pittorico. |
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| Andy Warhol |
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Jenny Holzer |
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Mel Ramos |
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Lawrence Weiner |
Andy Warhol (Pittsburgh, USA, 1928 – New York, USA, 1987) figlio di una coppia di immigranti cecoslovacchi, comincia il suo cammino studiando presso il Carnegie Institute of Technology dal 1945 al 1949. Nel 1950 inizia a lavorare come grafico pubblicitario a New York.
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Jenny Holzer (Gallipolis, Ohio, USA, 29 Luglio 1950) è un'artista visiva statunitense. È considerata una delle principali esponenti delle più recenti tendenze dell'arte concettuale e dell'arte pubblica. Il suo campo di intervento è costituito dal posizionamento di brevi testi nello spazio urbano attraverso l'utilizzo di vari supporti (cartaceo, LED luminosi, pietre incise, video).
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Mel Ramos (Sacramento, USA, 24 giugno 1935) è uno dei pochi artisti pop che abbiano dato un incisivo contributo, anche nel senso della popolarità, a questa corrente pur non facendo parte del gruppo della "prima ondata", quello dei Warhol e dei Rauschenberg.
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Lawrence Weiner (New York, USA, 10 ottobre 1942) utilizza il linguaggio verbale come un vero e proprio materiale scultoreo. Nella seconda metà degli anni Sessanta e negli anni Settanta si pone all’attenzione della critica internazionale per le sue installazioni, i libri e le riflessioni teoriche fino a divenire una delle figure centrali dell’arte concettuale.
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Re, Poeti e Scrittori
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| Re Giacomo II di Scozia |
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John Hamilton |
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Re Carlo I |
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George Fullerton Carnegie |
Giacomo II di Scozia (1430 - 1460), fu re di Scozia dal 1437 fino alla sua morte. Incoronato nel 1437 all'età di soli sette anni, fu perennemente in lotta come il padre, per contrastare il potere dei nobili scozzesi schierati contro quello regale.
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John Hamilton (1511 – 1571) in gioventù divenne monaco e ben presto abate di Paisley. Dopo avere studiato a Parigi ritornò in Scozia, dove guadagnò in poco tempo potere ed influenza.
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Carlo I (19 novembre 1600 - 30 gennaio 1649) fu re d'Inghilterra, Scozia e Irlanda dal 27 marzo 1625 fino alla sua morte.
Molte tensioni politiche e religiose si accumularono intorno alla sua figura ed esplosero poi nella guerra civile inglese.
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George Fullerton Carnegie, figlio di John Milne e Mary Bower, nacque il 27 ottobre del 1822 a Montrose, Angus, in Scozia e morì il 16 febbraio 1865 all’età di 42 anni. Poeta ed illustre letterato dell’epoca, fu uno dei membri di spicco del prestigioso “Royal and Ancient Golf Club of St. Andrews”.
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| Re Giacomo VI di Scozia e I di Inghilterra |
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James Ballantine |
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Re Giacomo III di Scozia |
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Re Giacomo IV di Scozia |
Giacomo VI di Scozia e I di Inghilterra (Edimburgo 19 giugno 1566 - Londra 27 marzo 1625) fu il primo sovrano a governare contemporaneamente, tramite unione dinastica, sui tre regni di Inghilterra, Irlanda e Scozia. Regnò in Scozia, con il nome di Giacomo VI dal 24 luglio 1587.
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James Ballantine (11 giugno 1808 – 18 dicembre 1877) fu un importante artista ed autore. Nato ad Edimburgo, iniziò la sua carriera come imbianchino. Dopo gli studi nel campo dell’arte divenne uno dei primi a far rivivere l’ architettura gotica e l’arte della pittura su vetro ed uno dei pionieri del design europeo.
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Giacomo III di Scozia (1451 - 1488) fu re di Scozia dal 1460 fino alla sua morte. Figlio di Giacomo II di Scozia, Perseguì la linea politica del padre, riprendendo un'accanita lotta contro gli inglesi e rimanendo però ucciso in una congiura di nobili scozzesi, alleatisi con il re inglese. Sposò Margherita, figlia di Cristiano I di Danimarca e Norvegia ed alla sua morte gli succedette il figlio primogenito Giacomo IV.
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Giacomo IV di Scozia ((1473 - 1513), figlio di Giacomo III di Scozia, Steward di Scozia, e di Margherita di Danimarca.
Succeduto al padre nel 1488, a soli quindici anni, negoziò una pace con gli inglesi (essendo ben più gravi le questioni di potere sorte all'interno dello stesso regno di Scozia), sposando Margherita, figlia di Enrico VII Tudor, acquistando per gli Stuart il diritto di successione al trono inglese.
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| William Graham |
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Gillo Dorfles |
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| William Graham (1797-1877), uomo colto, autore di molti scritti ed un dei letterati più illustri della Scozia del XI secolo, divenne Ministro Presbiteriano per l’area di Coleraine e Casterton e ricoprì questa carica per quattro anni, sino alle sue dimissioni nel 1866. |
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Gillo Dorfles è nato a Trieste nel 1910 da padre goriziano (la famiglia è residente in Friuli sin dal ’700) e da madre genovese. Infanzia a Genova, adolescenza a Trieste, dove frequenta il liceo classico; università a Milano e Roma (laurea in medicina e specializzazione in psichiatria). In seguito, sempre a Milano, ad eccezione di lunghi soggiorni a Torino, a Firenze e a Lajatico (nel Volterrano), e frequenti viaggi all’estero, quasi sempre in occasione di congressi o altre iniziative |
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culturali (“visiting professor” nelle università di Cleveland, Buenos Aires, Città del Messico, New York e altre). Libero docente e poi ordinario di estetica presso le università di Milano, Trieste, Cagliari. A partire dagli anni Trenta svolge intensa attività di critica d’arte e saggistica (“Rassegna d’Italia”, “Le Arti Plastiche”, “La Fiera Letteraria”, “Il Mondo”, “Domus” – di cui è stato vicedirettore –, “Aut Aut” – di cui è stato redattore capo –, “The Studio”, “The Journal of Aesthetics”, ecc.).
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Nel primo dopoguerra riprende a dipingere e fonda – con Munari, Soldati e Monnet – il MAC (Movimento Arte Concreta) e fino allo scioglimento partecipa a tutte le attività del movimento, come (dopo l'80) a tutte le rassegne storiche che gli vengono dedicate. Nel 1954 gli viene dedicata una personale alla Galleria Wittenborn di New York.
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